Sulla Rotta di Ulisse

Ad 1 km dalla zona archeologica di Paestum, nel Parco Nazionale del Cilento, è posizionata la casa vacanze “sulla Rotta di Ulisse” in maniera strategica fra le due costiere Amalfitana e Cilentana. In una zona ricca di iniziative turistiche e culturali:spettacoli, concerti, rappresentazioni in costume d’epoca e sagre. “Sulla rotta di Ulisse” è una casa divisa in tre appartamenti indipendenti, in ambiente fresco ed alberato affacciata sul mare. A 200 esiste la Piscina Comunale. Dista circa 35km dal Salerno e 3 km da Agropoli, da dove è possibile usufruire di servizi di traghetti ed aliscafi per le più belle zone della costiera Amalfitana. Il soggiorno in questa villa è la soluzione per una vostra vacanza fra mare, luoghi incontaminati di interesse naturalistico-archeologico,dove i prodotti enogastronomici sono vari e notevoli.

4 camere da Letto – 3 bagni interni(con doccia) – 1 bagno esterno (con doccia) – 3 cucine – 2 terrazze vista mare

Le sirene nella mitologia 

C’è molta incertezza sulla definizione delle SIRENE, Platone ne descrive otto ,ma c’è incertezza su nomi e numeri.
In un dipinto vascolare troviamo il nome di Imeropa; ma poi abbiamo le triadi Thelxinoe, Aglaope, Pasinoe e Partenope, Leucosia, Ligea; e la tetrade Teles, Raedne, Molpe e Thelxiope. In tutto sono undici denominazioni differenti, talvolta legate a miti locali, come Partenope alla fondazione di Napoli. Platone dice che esse sono figlie di PHORKYS e KETO, divinità, marine ambedue, fratello e sorella incestuosi, da cui nascono numerosi altri mostri celebri della mitologia greca, tra cui Scilla, Echidna, le Graie. Ma si tratta di una attribuzione isolata; per lo più le Sirene sono dette figlie di ACHELOOS, una tra le più antiche divinità, greche in assoluto. Meno certa è la maternità: si parla di due delle Muse Calliope (Tersicore) o di una donna dell’Etolia, regione in cui scorre il fiume Acheloo (oggi Aspropotamo), di nome Sterope. Questa confusa congerie di miti trova una espressione compiuta solo nelle due grandi epopee di viaggio della mitologia greca: il viaggio di Ulisse e quello degli Argonauti. Nell’Odissea (XII) Ulisse, partito dall’isola di Circe, per sottrarsi alla seduzione perfida delle Sirene, contro le quali era stato messo in guardia dalla maga, si era fatto legare all’albero maestro della nave dai suoi marinai, ai quali aveva preso la precauzione di otturare le orecchie con la cera. Aveva potuto cosi ascoltare il canto delle Sirene senza pericolo, ed aveva potuto conoscere le loro irresistibili armi seduttive, basate non sul sesso (come quelle delle Sirene che oggi conosciamo), seduzioni contro le quali a poco sarebbe servito chiudere le orecchie dei marinai, sfiancati da anni di guerra e di peregrinazioni; ma sull’intelletto, sulle lusinghe di una conoscenza senza limiti, che il loro canto offriva. Ulisse, solo grazie a questa costrizione fisica riesce a scampare al pericolo. Meno conosciuto è l’episodio narrato da Apollonio Rodio , Le Argonautiche (IV, vv 89l-92l). Dopo aver conquistato il Vello d’oro, Giasone e gli Argonauti, dopo numerosissime avventure, e dopo aver toccato l’isola di Circe, giungono al Mare delle Sirene, dal cui canto sarebbero rimasti ammaliati, ma Orfeo, il mitico cantore, suona una dolce musica ed impedisce che tutti i marinai si gettino in mare per raggiungerle. Solo uno di loro, Bute, soggiace al fascino delle seduttrici, ma viene salvato da Afrodite.