Sulle orme di Greci e Lucani

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Sulle orme di Greci e Lucani.

La passione per il Cilento ed i luoghi limitrofi,mi ha portato a voler riportare un lieve profilo, della mitologia,preistoria e storia di popolazioni che in vario modo sono passate su questa splendida terra.

Mitologia, Preistoria, Storia.
Un mito famoso, ambientato sulle coste del Cilento è quello dell’ isola delle Sirene,che Omero descrisse nell’Odissea: le Sirene, secondo Omero, irradiavano un canto che, faceva impazzire i marinai di passaggio, portandoli a schiantarsi con le imbarcazioni sugli scogli. L’isoletta che ispirò Omero è probabilmente quella di fronte a Punta Licosa, Qui, Ulisse si fece legare all’ albero di maestra per ascoltare quell’ ingannevole canto. Un altro mito è quello di Palinuro, il nocchiero di Enea. Durante il viaggio verso le coste del Lazio,Palinuro cadde in si aggrappò al relitto del timone e per tre giorni lottò contro le onde. Ma quando raggiunse la riva, fu ucciso dagli abitanti di quei luoghi: da allora quel promontorio prese il nome di Capo Palinuro. Tracce dell’uomo nel Cilento sono evidenti dal Paleolitico medio al Neolitico, fino alle età dei metalli. I primi uomini vissero nelle grotte a Camerota, dove si sono scoperti i resti dell’ omo camaerotensis. A Palinuro, nelle grotte di Castelcivita, a San Giovanni a Piro e a San Marco di Castellabate, dove si sono ritrovati reperti paleolitici. A Capaccio e a Paestum, dove sono emersi corredi funerari di età neolitica della locale civiltà del Gaudo. Nell’Età del Bronzo l’intera organizzazione territoriale appare già definita: si evidenziano le direttrici delle transumanze e dei traffici, lungo i percorsi di crinale, dal Tirreno allo Ionio e viceversa, ove sorgono luoghi di culto, altari sacrificali e sculture rupestri come l’Antece dei Monti Alburni. Ed è l’antico Cilento il protagonista della mediazione tra l’Asia e l’Africa, tra le culture nuragiche e quelle egee, tra il mondo nordico e gli Enotri. Ed è l’avvio della poliedrica Cultura del Mediterraneo. I primi Greci approdarono sulle coste del Cilento (intorno al XVII secolo a.C.) dove più tardi (fine VII-VI secolo a.C.) nacquero le città coloniali: Pixunte, Molpa e l’antica Poseidonia (la romana Paestum), fondata dagli Achei sibariti che qui giunsero, non dal mare ma attraverso i ben noti, più sicuri percorsi di crinale. Il mare portò i Focei, originari dell’Asia minore, fondatori di Elea (oggi Velia), la città della Porta Rosa, di Parmenide e della sua Scuola Filosofica Eleatica, una delle più importanti del mondo classico, e della prima Scuola Medica. Poi, a partire dal IV secolo a.C., Lucani, Romani e Cristiani d’oriente intrecciarono traffici ed alleanze, avviarono conflitti e guerre, occuparono e rifondarono città, trasformando il Cilento in un crogiuolo, dove si fondono e si mescolano popoli e culture. Con la caduta dell’Impero di Occidente intorno al VI secolo d.C. iniziò, anche per il Cilento, il lungo periodo delle dominazioni barbariche: i Visigoti di Alarico, la guerra gotica tra Totila e Belisario, il diffondersi del Monachesimo Basiliano, l’imposizione feudale dei Longobardi, i continui attacchi e scorrerie dei Saraceni,portarono all’incontro tra civiltà diverse. Nacquero abbazie e cenobi in cui coesisterono il rito greco e quello latino, lasciandoci splendidi gioielli come la Badia di Pattano con la Cappella di S.Filadelfo gli affreschi della Cappella Basiliana a Lentiscosa. E poi, nel 1076, la conquista dei Normanni, che trasformarono il Cilento in terra di Baroni, latifondi e sfruttamenti. Poi, i Sanseverino, gli Svevi, gli Angioini, combatterono, congiurarono, e le loro tirannie sovente innescarono rivolte; l’intero territorio fu smembrato tra nobili senza scrupoli che, tra il XVI ed il XVII secolo, scrissero una delle pagine più tristi e crudeli di questa terra, contribuendo anche alla nascita del Brigantaggio.

Patrimonio mondiale dell’umanità
Cesare Ottaviano Augusto fece del CILENTO una provincia per allevare gli animali e coltivare alimenti destinati alle mense romane). Nel Medioevo (il Principato longobardo a Salerno, l’avvento dei monaci Basiliani e Benedettini, la nascita della Baronia con i Sanseverino, la loro rivolta a Capaccio nel 1242 contro Federico II), fino all’ epopea del brigantaggio e ai successivi “Moti ” del 1828, con l’insurrezione contro Francesco II di Borbone e i suoi ministri. Tracce, monumenti, culture, sentieri legati a questa ricca storia oggi sono salvaguardati anche grazie al Parco Nazionale del Cilento. E grazie a quegli importanti riconoscimenti internazionali conseguiti di recente. Il primo è del giugno 1997, che ha visto l’inserimento del Cilento nella prestigiosa rete delle Riserve della biosfera del Mab-Unesco (dove Mab sta per “Man and biosphere”): su tutto il pianeta (in oltre 80 stati) si contano circa 350 di queste particolari aree protette, che servono per tutelare le biodiversità e promuovere lo sviluppo compatibile con la natura e la cultura. Secondo riconoscimento nel 1998 con il suo inserimento-insieme ai siti archeologici di Paestum e Velia- nella lista di patrimonio mondiale dell’umanità.

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